
Il presente contributo offre una ricostruzione sistematica del quadro giuridico relativo all’accessibilità digitale nella pubblica amministrazione italiana, illustrando l’evoluzione normativa che ha progressivamente definito tale principio come componente essenziale dei diritti di cittadinanza digitale. Attraverso l’analisi del Codice dell’amministrazione digitale, del nuovo Codice dei contratti pubblici e del decreto legislativo 106/2018 di recepimento della direttiva europea, vengono delineati gli obblighi, i meccanismi di controllo e il sistema sanzionatorio che regolano l’accessibilità dei servizi digitali pubblici.
NOTA METODOLOGICA
Le informazioni fornite hanno esclusiva finalità divulgativa e non costituiscono indicazioni operative o parere professionale siccome ogni situazione richiede una valutazione specifica da parte di professionisti qualificati.
INTRODUZIONE
L’accessibilità digitale costituisce un elemento strutturale del processo di trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana. Essa è disciplinata da un insieme articolato di norme europee e nazionali che, nel corso degli ultimi vent’anni, hanno definito requisiti tecnici, procedure e strumenti di vigilanza finalizzati a garantire la fruibilità dei servizi pubblici digitali da parte di tutti gli utenti, incluse le persone con disabilità.
IL FONDAMENTO COSTITUZIONALE E SOVRANAZIONALE DELL’ACCESSIBILITÀ DIGITALE
Il principio di accessibilità digitale trova base nell’articolo 3 della Costituzione, che attribuisce alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano la piena partecipazione dei cittadini alla vita sociale. In ambito internazionale, la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con legge n. 18/2009, riconosce il diritto di accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. A livello europeo, la direttiva (UE) 2016/2102 stabilisce standard comuni per l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici, mentre la direttiva (UE) 2019/882 estende tali obblighi anche a prodotti e servizi del settore privato.
IL CODICE DELL’AMMINISTRAZIONE DIGITALE: ARCHITRAVE NORMATIVO DELL’ACCESSIBILITÀ
Il Codice dell’amministrazione digitale (CAD) rappresenta il principale riferimento normativo in materia. L’articolo 53 prevede che i siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni rispettino criteri di accessibilità, usabilità, reperibilità e interoperabilità. L’articolo 23-ter, comma 5-bis, estende tali requisiti ai documenti amministrativi informatici, imponendo che siano fruibili indipendentemente dalla condizione di disabilità, secondo i requisiti tecnici definiti dalla legge n. 4/2004.
IL SISTEMA DI GOVERNANCE: AGID E I POTERI DI INDIRIZZO E CONTROLLO
L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) esercita funzioni di indirizzo, regolazione tecnica, vigilanza e controllo sull’attuazione delle norme in materia di digitalizzazione. L’articolo 71 del CAD disciplina il procedimento di adozione delle Linee guida, prevedendo consultazioni pubbliche e pareri istituzionali. Le regole tecniche devono essere conformi ai requisiti di accessibilità previsti dalla legge n. 4/2004 e agli standard internazionali.
IL DECRETO LEGISLATIVO 106/2018: RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA EUROPEA
Il decreto legislativo n. 106/2018 recepisce la direttiva (UE) 2016/2102 e aggiorna la legge n. 4/2004, introducendo obblighi specifici per l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici. Tra le innovazioni figura l’obbligo di pubblicare una dichiarazione di accessibilità contenente informazioni sul livello di conformità e sui meccanismi di feedback per gli utenti.
LA DIGITALIZZAZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI E L’ACCESSIBILITÀ DELLE PIATTAFORME
Il decreto legislativo n. 36/2023 introduce disposizioni sulla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici. L’articolo 19 impone che le piattaforme utilizzate dalle stazioni appaltanti siano accessibili. L’articolo 21 prevede l’interoperabilità delle piattaforme digitali, includendo gli aspetti relativi all’accessibilità. La giurisprudenza amministrativa ha riconosciuto la legittimità di requisiti tecnici stringenti, come affermato dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 2514/2023.
IL SISTEMA SANZIONATORIO E LA RESPONSABILITÀ PER VIOLAZIONI
L’articolo 18-bis del CAD disciplina le sanzioni per la violazione degli obblighi di transizione digitale, con importi compresi tra 10.000 e 100.000 euro. In caso di inadempimento persistente è prevista la nomina di un commissario ad acta. L’articolo 13-bis introduce il codice di condotta tecnologica, collegando il mancato rispetto degli standard alla riduzione della retribuzione di risultato dei dirigenti.
CRITERI TECNICI DI ACCESSIBILITÀ E STANDARD INTERNAZIONALI
I requisiti tecnici di accessibilità sono definiti in conformità alle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1, articolate nei principi di percettibilità, utilizzabilità, comprensibilità e robustezza. Tali standard costituiscono il riferimento internazionale per la progettazione di contenuti digitali accessibili.
TUTELA ANTIDISCRIMINATORIA E ACCOMODAMENTO RAGIONEVOLE
La normativa antidiscriminatoria si applica anche ai servizi digitali. La discriminazione può essere diretta o indiretta. Il principio di accomodamento ragionevole, previsto dalla Convenzione ONU, richiede l’adozione di misure appropriate per garantire l’accesso ai servizi, purché non comportino un onere sproporzionato.
DIRITTI DI CITTADINANZA DIGITALE E SERVIZI ACCESSIBILI
L’articolo 7 del CAD riconosce il diritto di fruire dei servizi pubblici digitali. L’articolo 64-bis disciplina il punto di accesso telematico ai servizi della pubblica amministrazione, prevedendo l’integrazione e l’interoperabilità dei sistemi, inclusi gli aspetti di accessibilità.
IDENTITÀ DIGITALE E ACCESSIBILITÀ: SPID E IT-WALLET
L’articolo 64 del CAD disciplina il Sistema pubblico di identità digitale (SPID), che deve essere progettato secondo criteri di accessibilità. L’articolo 64-quater istituisce il Sistema IT-Wallet, per il quale le Linee guida devono definire standard tecnici che garantiscano interoperabilità e accessibilità.
GESTIONE DOCUMENTALE E FASCICOLO INFORMATICO ACCESSIBILE
L’articolo 41 del CAD prevede che il fascicolo informatico sia consultabile tramite interfacce accessibili. L’articolo 20 stabilisce che i documenti informatici devono essere formati secondo criteri che ne garantiscano sicurezza, integrità e accessibilità.
SICUREZZA INFORMATICA E ACCESSIBILITÀ
La valutazione della conformità ai requisiti AgID deve considerare sia la sicurezza informatica sia l’accessibilità, come affermato dal TRGA Trentino-Alto Adige nella sentenza n. 189/2021.
DIGITALIZZAZIONE E RIORGANIZZAZIONE ACCESSIBILE
L’articolo 15 del CAD prevede che la riorganizzazione delle amministrazioni avvenga attraverso l’uso delle tecnologie digitali, includendo gli aspetti relativi all’accessibilità.
DISPONIBILITÀ DEI DATI E ACCESSIBILITÀ
L’articolo 50 del CAD stabilisce che i dati delle pubbliche amministrazioni devono essere formati, conservati e resi disponibili in modalità accessibile.
AMBITO SOGGETTIVO DI APPLICAZIONE E ESCLUSIONI
L’articolo 2 del CAD definisce i soggetti destinatari della normativa. La giurisprudenza (TAR Lazio n. 3025/2020) ha chiarito che le Casse di previdenza professionali, pur incluse nell’elenco ISTAT, non rientrano nell’ambito di applicazione del CAD in quanto enti di diritto privato.
CONCLUSIONE
In conclusione, si ritiene opportuno richiamare una celebre affermazione del Presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt, la quale sintetizza con efficacia il nucleo valoriale e normativo che ha guidato l’analisi sin qui condotta:
“La prova del nostro progresso non è se aggiungiamo di più a chi ha molto, ma se diamo abbastanza a chi ha troppo poco.”
Catalina Bargan





